Erano gli anni del passaggio dal 1. al 2. millennio. Le potenze esterne evitavano l'isola, che in questo periodo non risvegliava l'interesse di nessuno: monti selvaggi impervi, terreni poveri, pianure poco abitate, zone paludose malariche. A causa del domino arabo sui mari, la Sardegna era tagliata fuori dal resto del mondo. Qualsiasi tipo di sviluppo stagnava.
Per proteggere nel migliore dei modi l'isola da invasori islamici, il governatore bizantino della città di Cagliari aveva mandato nelle sue diverse zone tre rappresentanti e aveva diviso la Sardegna in quattro circoscrizioni giudiziarie o piccoli "regni" che, poco per volta, avevano ottenuto gli stessi diritti: Cagliari e Arborea (al sud e all'ovest), Torres e Gallura (entrambi al nord).
Il giudice, che aveva pieni poteri in campo amministrativo e militare, doveva agire onestamente nelle questioni interne per poter guidare il suo esercito contro i Saraceni arabi. I saraceni erano pirati temuti che sempre più spesso organizzavano la caccia allo schiavo lungo le coste e che altrettanto spesso depredavano i villaggi.